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La nostra Missione

Dopo che 42 famiglie del complesso residenziale nel cui giardino condominiale è presente la Ghiacciaia di Villa Lambertini-Mattei, sono riuscite ad acquistare la ghiacciaia ed il territorio adiacente attraverso l'associazione "Salviamo la Ghiacciaia", sono iniziati gli interventi volti alla valorizzazione dell’area ed alla sua messa in sicurezza. 
Oltre agli interventi esterni che alcuni associati hanno potuto svolgere con il loro lavoro, l'Associazione si è attivata per cercare il modo di eseguire quelle misure necessarie a garantire la sicurezza della struttura interna, così da renderla accessibile al pubblico. 
La ristrutturazione delle mura della ghiacciaia per renderla sicura, la messa a norma di un'impianto elettrico per illuminarne l'interno e la creazione di una rampa di scale metalliche sono esempi di quanto servirebbe alla ghiacciaia per poter essere resa fruibile al pubblico.
Dopo averla salvata l'attuale obiettivo dell'Associazione infatti, è quello di riuscire ad aprire la ghiacciaia alle scuole ed a tutti coloro che siano interessati a conoscere un importante pezzo della nostra storia ancora perfettamente conservato.

La nostra storia

Si può dire che la nostra storia sia iniziata nel 2006, con una battaglia:

  • per impedire che abbattessero una quercia secolare
  • per impedire che un intervento edilizio distruggesse un elemento prezioso del nostro patrimonio storico.

 Il luogo di riferimento è il quartiere Reno, nell’area che un tempo era insediamento della Villa Lambertini-Mattei, la storica dimora estiva del cardinale Prospero Lambertini (1675-1758), Papa Benedetto XIV dal 1740 al 1758. 
La ghiacciaia, tipica struttura di cui erano dotate tutte le  ville, era stata costruita, alcune decine di metri a nord della Villa nella zona  più fresca, dove iniziava il bosco, che si estendeva fino alle rive del fiume Reno . 
La “Conserva” della Villa Lambertini-Mattei, utilizzata negli anni quale sicuro rifugio durante la guerra e luogo di gioco dei bambini, si  affaccia in Via Bertocchi (ex via della Certosa) e si presenta come una verde montagnola coperta da un boschetto di  piante spontanee, su cui alta si staglia una quercia secolare, l’unica sopravvissuta delle tre originariamente esistenti. 

L’area sovrastante la ghiacciaia e la porzione di giardino adiacente, inserite nell’ambito delcontesto condominiale di Via Bertocchi 14-16-22-24, erano rimaste di proprietà dell’impresa costruttrice del complesso residenziale fino al 2005. Nel 2006 sono state acquistate da una società’ che aveva proposto al Comune di Bologna un progetto per il “restauro conservativo della ghiacciaia”  che prevedeva l’abbattimento della quercia perché “pericolosa”.


Quando i condomini vennero a conoscenza della vicenda iniziò una vera e propria lotta, con il costante coinvolgimento degli organi amministrativi e dei media. 
Nel 2008 iniziò a diffondersi fra i condomini la convinzione che l’unica maniera per risolvere la questione fosse quella di cercare di acquistare la proprietà della ghiacciaia e del terreno adiacente: venne quindi lanciata un’offerta di acquisto e, dopo un’estenuante trattativa, la possibilità di poter acquistare  effettivamente il terreno divenne  concreta. 
Nel 2010 si è così costituita l’Associazione senza scopo di lucro SALVIAMO LA GHIACCIAIAcui hanno aderito 42 famiglie del complesso residenziale ed il 23 marzo 2010 l’Associazione, con un grandissimo sacrificio da parte di tutti gli associati, è riuscita ad acquistare la ghiacciaia ed il terreno adiacente. 
L’Associazione ha poi ottenuto l’iscrizione nell’Anagrafe Unica delle ONLUS, nel Settore tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, grazie all’interesse naturalistico dell’area, così come testimoniato dal WWF - Sezione di Bologna ed il 29 maggio 2010, nell’ambito del progetto “I giardini della memoria” dell’IC1, è stata affissa dinanzi alla ghiacciaia una targa commemorativa a riconoscimento del valore storico che la stessa assume per il quartiere.